Contrada di Gracciano


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Montepulciano

Il Territorio

Il Comune di Montepulciano ha circa 15.000 abitanti di cui un terzo nel capoluogo e si estende per una superficie di 165 Kmq; tra i dieci Comuni della Valdichiana senese è il più grande. Il centro storico sorge su un colle a 605 metri s.l.m. dal quale si possono ammirare le caratteristiche coltivazioni di oliveti e vigneti, le colline cretose e i cipressi che modellano verticalmente il paesaggio. Dalla Torre del Palazzo Comunale, in Piazza Grande, si intravedono i Monti Sibillini e il Cimone e, nelle giornate con particolarmente terso, il Gran Sasso d'Italia in Abruzzo.Si narra Montepulciano abbia origine da una secessione degli aristocratici da Chiusi (avvenuta forse durante le prime invasione barbariche) i quali avrebbero stabilito la loro dimora inaccessibile su questa splendida collina che avrebbe quindi preso il nome di "Mons Polictus", cioè Monte dei Nobili; la plebe di Chiusi, si sarebbe ritirata a Città della Pieve che, per questo, prendeva il nome di "Civitas Plebis". Più improbabile è la versione secondo cui Larte Porsenna, lucumone di Chiusi (Chamars) avrebbe fondato la città. Sicure testimonianze si trovano per la prima volta in un documento del 715 dove è esplicitamente nominato "Mons Politianus"; si può dire che l’ organizzazione cittadina si sia affermata in maniera definitiva non prima della seconda metà del

XIII secolo, in corrispondenza delle trasformazioni territoriali dovute all' impaludamento della Valdichiana e al relativo spostarsi verso occidente delle comunicazioni. Questa prima fase dell' impianto cittadino può essere riconosciuta nella parte più rilevata della città attuale, articolata essenzialmente attorno ai poli emergenti della Rocca e della Pieve di S.Maria (oggi scomparsa).Il circuito murario, che partiva dalla Rocca (Sasso), racchiudeva probabilmente la zona compresa tra via Verdi - via Piè al Sasso - via Cocci, ed era strettamente conseguente alla stessa conformazione fisica del Poggio, opportunamente spianato e tagliato per

permettere gli insediamenti abitativi.La crescita del centro risultava particolarmente importante per i due potenti comuni di Siena e Firenze, che, tramite il possesso della città avrebbero potuto di fatto assicurarsi il controllo della Valdichiana e della Val d' Orcia. Infatti, fiorentini e senesi si scontrarono più volte per il possesso di Montepulciano , e nel 1232 Siena riuscì a impadronirsi della città. Da questo momento, e per circa tre secoli, Montepulciano entra alternativamente nell' orbita senese o fiorentina, mentre si consolida al suo interno, la presenza di un' alta borghesia mercantile e di una borghesia manifatturiera e agricola, le quali fondano la loro ricchezza e potenza sugli scambi e sul commercio. Intorno alla metà del XIII secolo, la città si amplia in direzione dell' altura di S.Francesco, attorno alle vie di Cagnano - Piè al Sasso, e fino a piazza delle Erbe.

Un ulteriore accrescimento si verifica poi nel XIII-XIV secolo e porta all’ unificazione del percorso di via Piè al Sasso con la più antica via Ricci, stabilendo così il definitivo impianto urbano. Dal trecento in poi il ruolo di Montepulciano appare chiaramente delineato: le sue attività mercantili di largo raggio traggono vantaggio dalla posizione privilegiata della città su importanti assi viari, mentre i commerci locali si appoggiano ad un mercato che fa da nodo di scambio fra i prodotti agricoli della Val d’Orcia e di buona parte della Valdichiana. Ne deriva una precisa articolazione del tessuto cittadino in rapporto alle diverse funzioni.


Così si può individuare nella Piazza Grande il polo rappresentativo istituzionale; in via dei Ricci l' asse delle attività mercantili; la piazza delle Erbe, posta quasi emblematicamente all' incrocio della viabilità proveniente dalla Val d' Orcia e dalla Valdichiana, come il luogo destinato al mercato delle vettovaglie;infine le "Rughe" e il borgo di ultima espansione (Gracciano) sono le zone preferite delle attività manifatturiere. Ma se il trecento è un secolo di grande floridezza cittadina, è anche il momento in cui si assiste al maturare di vivaci conflitti interni ai gruppi dominanti, fino all' instaurarsi della signoria della famiglia Del Pecora, che vi governò con alterne

vicende,fino alla sottomissione di Montepulciano ai Fiorentini nel 1390 (trattato sottoscritto nel 1404). Nel corso del Quattrocento si riscontrano nella città gli effetti del dominio fiorentino non solo per quanto riguarda l' aspetto politico-amministrativo, ma anche nel campo più propriamente architettonico - urbanistico. Infatti sull' impianto insediativo già definito interviene un' opera di riqualificazione degli spazi e degli assi viari principali. La prima importante operazione è la sistemazione della Piazza Grande, intrapresa dall' architetto fiorentino Michelozzo Michelozzi con il riassetto del Palazzo Comunale. Dopo un ultimo periodo di dominazione senese (1495-1511) Montepulciano conosce nel XVI secolo un processo di rinnovamento della sua immagine urbana; con la presenza di Antonio da Sangallo il Vecchio, che attende ai lavori della Fortezza, costruisce la

chiesa della Madonna di S. Biagio e numerosi Palazzi signorili (Contucci, Cecconi, Cervini), prende il via un' attività di ricambio edilizio senza precedenti, alla quale poi contribuiscono anche altri architetti come Baldassarre Peruzzi, Jacopo da Vignola, Ippolito Scalza. L' importanza della Città è sottolineata dalla sua erezione a sede vescovile a partire dal 1561. Dal 1609 al 1636 Montepulciano fu destinata per testamento di Ferdinando I al libero governo della sua vedova Cristina di Lorena; e a partire da tale periodo vi si realizzarono numerose e grandiose realizzazioni costruzioni religiose (completamento del Duomo; chiese del Gesù, di S. Lucia, di S. Bernardo, di S. Giuseppe, di S. Lorenzo). Dalla metà del XVIII secolo, in concomitanza con il programma lorenese mirante a una sistemazione della Valdichiana, si assiste ad un lento processo di riqualificazione all' interno del tessuto cittadino, che ha il suo momento più significativo nella costruzione del Teatro Poliziano (1793-96). Ma la definitiva incidenza sulle funzioni della città ebbe luogo al termine delle bonifiche della Valdichiana, quando fu tracciata la nuova viabilità di pianura collegante Arezzo, Foiano, Bettolle, Chiusi (1835).I riflessi di questa nuova organizzazione del territorio sono chiaramente leggibili in tutti i centri collinari adiacenti alla Valdichiana attraverso un discreto aumento della popolazione (a Montepulciano si passa da 8437 abitanti del 1811 a 9945 nel 1837,

a 12.284 nel 1851). Ma la costruzione della linea ferroviaria di fondovalle (1844) favorisce un primo slittamento a valle di attività commerciali e produttive che vedono impegnata la borghesia locale. Questa borghesia fin dai primi anni postunitari trova in Chianciano e Chiusi i centri di interesse per le proprie attività imprenditoriali. Per tutto il XIX secolo invece Montepulciano si definisce con crescente incisività come Mercato agricolo e luogo di trasformazione di prodotti agricoli; e ciò trova conferma nella realizzazione delloStabilimento Bacologico (1869) ubicato nella Rocca, e nella Scuola Pratica di Agricoltura (1882), nell' ultimo ventennio dell' Ottocento si attuano alcuni interventi di razionalizzazione dell' impianto urbano legati a motivazioni di carattere igienico - sanitario e di "decoro" edilizio: ne sono un esempio i Macelli Pubblici e la sistemazione dei Giardini di Poggiofanti (1866-75) che sorgono come luogo di "passeggio" immediatamente all' esterno della Porta al Prato nella parte Nord della città. A partire dai primi anni del Novecento si assiste ad uno spostamento delle attività produttive e della residenza lungo la viabilità esterna in direzione Chianciano-Chiusi, fatto che genera una evidente trasformazione d'uso della città. Il centro antico risulta oggi utilizzato per funzioni di prestigio, amministrative e di rappresentanza quali banche, assicurazioni, amministrazione comunale e uffici vari.








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